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		<title>QUANTO COSTA UN SITO INTERNET</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2024 22:33:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Costi sito]]></category>
		<category><![CDATA[PaperBlog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando qualcuno chiede quanto possa costare un sito internet, la risposta più fastidiosa che molto spesso si riceve è “dipende”. Diciamolo, proprio senza i celebri peli sulla lingua, che fa proprio incazzare. Proviamo, allora, ad arrivare a questa risposta in modo logico e tranquillo con qualche esempio di vita quotidiana. </p>
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Quando qualcuno chiede quanto possa costare un <strong>sito internet</strong>, la risposta più fastidiosa che molto spesso si riceve è “dipende”. Diciamolo, proprio senza i celebri peli sulla lingua, che fa proprio incazzare. Proviamo, allora, ad arrivare a questa risposta in modo logico e tranquillo con qualche esempio di vita quotidiana.</p>
<p>Hai un <strong>ristorante pizzeria</strong> e una sera entra nel tuo locale una coppia di signori. Si avvicinano a te chiedendo quanto costa costa mangiare lì. Se sei il ristoratore più gentile del mondo rispondi elencando tutti i prezzi del menù con le varie combinazioni di primi e secondi fino al dolce e all’amaro. Vino escluso, naturalmente. Altrimenti? <strong>Dipende da cosa si mangia</strong>.</p>
<p>Proviamo un esempio ancora più semplice. Sei un <strong>elettricista</strong> e ricevi una telefonata. “Pronto, sono Cesare, a casa si continua a staccare la corrente . Quanto costa risolvere il problema?”. La risposta contenente termini come “fili, prese, contatore, messa a terra, elettrodomestici, collegamenti” non può che essere preceduta da “<strong>dipende da molti fattori</strong>”.</p>
<p>Ma passiamo al mio esempio preferito. L’acquisto di una macchina. Hai un <strong>concessionario</strong> e inizi un botta e risposta di e-mail con un cliente che esordisce con: “quanto costa una macchina”?<br />
Tu: <strong>Dipende se vuole una Ciquecento o una Ferrari</strong><b>.</b><br />
Cliente: Ah ah. Magari la Ferrari. Mi faccia un preventivo per entrambe le Ciquecento.<br />
Tu: Dipende da che tipo di Ciquecento. La vuole benzina, diesel, bifuel con Gpl o metano.<br />
Cliente: Mi dica quanto costa a benzina.<br />
Tu: Allora&#8230; vediamo&#8230;c’è la versione 1200 di cilindrata da 69 cavalli. Se no può salire di prezzo con la versione turbo. C’è sia 4X4 che a trazione interiore. E poi c’è da scegliere il tipo di vernice, gli interni e gli optional.<br />
Cliente: Va bene. Ho capito. Meglio che ci vediamo e le spiego esattamente cosa cerco.<br />
Tu: La aspetto. Sapremo consigliarla al meglio.</p>
<p>Barzelletta? No, realtà.</p>
<p>Proprio come per una macchina anche <strong>la creazione e la visibilità di un sito internet ha differenze sostanziali di prezzo</strong> a seconda di cosa si desidera. Ed è per questo motivo che c’è sia chi spende 1000 euro, sia chi investe dieci volte tanto ogni anno per un sito internet. Tutto questo è la conseguenza, in breve, di cosa serve e/o deve essere presente in un sito: <strong>numero pagine</strong> (5 o 50?), <strong>grafica</strong> (layout, logo, immagini, struttura), <strong>foto</strong> (chi le fa? Quali usare?), <strong>testi</strong> (chi li scrive?), <strong>visibilità</strong> (in prima pagina di Google per qualche parola chiave oppure basta che esista?), adattamento su <strong>smartphone</strong> e <strong>tablet</strong>, integrazioni coi <strong>social network</strong>, <strong>contatori</strong> visite, <strong>reportistica</strong> sulle visualizzazioni, pagina <strong>blog</strong>, <strong>portfolio</strong>, <strong>funzioni</strong> particolari (es: modulo preventivo, configuratore, ecc..).</p>
<p>E se volessi un <strong>e-commerce</strong>? Quanto costa? Piuttosto che dare quella famosa risposta, meglio tacere; qualcuno potrebbe un pochettino alterare il proprio umore.</p></div>
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		<title>LA GRAFICA UNA SCELTA DI CARATTERE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Apr 2017 16:56:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Grafica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In tipografia e in informatica il tipo di carattere o font è un insieme di caratteri tipografici caratterizzati e accomunati da un certo stile grafico o intesi per svolgere una data funzione. Ma quando il font (o la font) è utilizzato in senso grafico la sua funzione diventa estetica e basilare per la buona riuscita di un prodotto. </p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p class="p1">In tipografia e in informatica il tipo di carattere o font è un insieme di caratteri tipografici caratterizzati e accomunati da un certo stile, o intesi per svolgere una data funzione. Quando il font (o la font) è utilizzato in senso grafico la sua funzione diventa estetica e basilare per la buona riuscita di un prodotto. La sua evoluzione è passata attraverso secoli di storia, fino ad arrivare ai giorni nostri, dagli Amanuensi all&#8217;editoria elettronica, il tutto passando da Gutenberg. La nostra scelta tipografica per questo “numero 0” si è proiettata su due tipi di caratteri:</p>
<p class="p1"><b>HELVETICA: </b><i>carattere senza grazie che risulta essere, al contempo, elegante, essenziale e altamente leggibile.<br />
</i><b>Da una fonderia svizzera del Canton Basilea.</b></p>
<p class="p1">L’Helvetica è di fatto il font più utilizzato al mondo; cosa spiegabile in tre parole: funzionale, elegante e leggibile. Quest’ultima qualità fu lo scopo principale a cui tendevano il designer svizzero Max Miedinger ed Eduard Hoffmann, proprietario della fonderia Type Foundry Haas, situata a Münchenstein vicino a Basilea, in Svizzera.</p>
<p class="p1">Dalla collaborazione dei due nasce nel 1957 un carattere estremamente moderno, senza tempo, che va bene per quasi ogni utilizzo. Con l&#8217;Helvetica si può progettare una segnaletica stradale come una pubblicità per la Coca Cola, l’insegna di un negozio di abbigliamento come la corporate identity di una società per la nettezza urbana; si può scrivere “ti amo” o “ti odio”, e nella maggior parte dei casi funzionerà ugualmente.</p>
<p class="p1"><b>AMERICAN TYPEWRITER</b> si basa sullo stile Serif e ricalca lo stile della macchina da scrivere.</p>
<p class="p1">Creato nel 1974 da Joel Kaden e Tony Stan per International Typeface Corporation, si basa sullo stile Serif lastra di macchine da scrivere. Tuttavia, a differenza dei font macchina da scrivere più reali, si tratta di un disegno proporzionale: i caratteri non hanno tutte la stessa larghezza. American Typewriter è spesso usato per descrivere un’immagine antiquata o industriale. Come molti font, ha una gamma di quattro pesi, dalla light al grassetto (con corrispondenti corsivo). Un carattere a spaziatura fissa, progettato in modo che ogni lettera occupi la stessa quantità di spazio.</p></div>
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		<title>INDICIZZAZIONE CHE CONFUSIONE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Apr 2017 16:35:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PaperBlog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Seo, indicizzazione, ottimizzazione, posizionamento, geolocalizzazione: ma di cosa stiamo parlando? Di web agency che bombardano di e-mail e telefonate ogni genere di attività che “respira”, al fine di acquisire un contratto di gestione del sito internet, ne è saturo tanto il mercato quanto la pazienza di molti.</p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p class="p1">Seo, indicizzazione, ottimizzazione, posizionamento, geolocalizzazione: ma di cosa stiamo parlando? Di web agency che bombardano di e-mail e telefonate ogni genere di attività che “respira”, al fine di acquisire un contratto di gestione del sito internet, ne è saturo tanto il mercato quanto la pazienza di molti.</p>
<p class="p1">Se la prima pagina di Google è la vetrina più ambita e l’attività Seo è il mezzo per ottenerla, allora gli operatori Seo dovrebbero essere quei professionisti dell’era digitale da coccolare più di chiunque altro. Ma come poter capire a chi affidarsi? Prima di rispondere a questa domanda è doveroso precisare i concetti chiave di questo confuso argomento.</p>
<p class="p1">Indicizzare, ottimizzare e posizionare non sono sinonimi. Essere indicizzati non significa trovarsi nelle prime posizioni di Google. Come si può intendere dalla parola stessa, essere indicizzati vuol dire far parte di un indice. Google deve, quindi, essere visto come l’indice di un grande libro che mostra semplicemente cosa si trova nei vari “capitoli”. In sintesi, essere indicizzati vuol dire avere le pagine del proprio sito su Google.</p>
<p class="p1">Per il secondo termine, ottimizzare, c’è il vocabolario Treccani ad offrire la prima parte della spiegazione: “&#8230;rendere ottimo, portare a una condizione o a un risultato che siano considerati i migliori possibili.” Importante è ricordare che “ottimizzare” è usato, soprattutto in matematica, nella sua accezione di “semplificare”. Così come si ottimizza, semplificando, una formula matematica, nel parlar comune si dice “ottimizzo il tempo” per guadagnare minuti, semplificando le attività e svolgendo con ingegno più cose contemporaneamente. “Sì, va bene, ma andiamo sul mio sito”, si chiederanno in molti. Ottimizzare un sito vuol dire applicare tecniche sia informatiche, come l’aumento della velocità del sito, la pulizia del codice, l’inserimento di tag, meta dati e altri<span class="Apple-converted-space">  </span>“paroloni da computer”, sia letterarie; anzi, sopratutto, letterarie. Queste tecniche sono la Seo (search engine optimization) Si è data rilevanza al fattore letterario in quanti i testi presenti in un sito sono fondamentali in quanto è sulle parole che si basa una ricerca. Per questo motivo si consiglia sempre di affidare la scrittura o la revisione a un professionista. Molti pensano che scrivere è una cosina facile facile imparata, addirittura, alle scuole elementari e, quindi, lo possono fare tutti. Anche un pallone si calcia da bambini, ma sono in pochi quelli che da grandi giocano in Champions League e, guarda un po’, si fanno scrivere le biografie dagli scrittori professionisti. Senza entrare nei dettagli di come deve essere un testo ottimizzato per il web, è doveroso ripetere che è proprio la scrittura e le parole a condizionare le posizioni di un sito su Google. Eccoci, quindi, al tanto desiderato posizionamento.</p>
<p class="p1">Si può dire che la posizione acquisita sui motori di ricerca è esattamente il risultato delle tecniche di ottimizzazione? Se un sito ottimizzato è automaticamente posizionato al primo posto di Google? A volte sì e a volte no. Anche se per alcune realtà imprenditoriali a volte è così, soprattutto, se geolocalizzati (ristorante Como, avvocato Cantù, fisioterapista Monza, studio di tatuaggi Milano, impianti elettrici Varese), spesso non basta fare un lavoro di ottimizzazione on-site, ovvero, all’interno di un sito per decretarne il primo posto. Da tener conto sono, infatti, i concorrenti, il lavoro effettuato sui social (Facebook in primis), la presenza di collegamenti (link) su altri siti e tantissime altre variabili. D’altronde, anche se Google opera attraversa il suo segretissimo e complicato algoritmo, un utilizzo corretto delle parole, delle tecniche informatiche e dei suggerimenti offerti all’utenza dallo stesso motore di ricerca, può portare anche una piccola bottega del centro ad avere più visibilità di una grande industria di periferia. E poi c’è chi ancora sostiene che la Seo sia un’opinione. Ma di cosa stiamo parlando!</p></div>
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